08 mag 2017

Assimilazione dei rifiuti - decreto entro 120 giorni

Assimilazione dei rifiuti, il Tar: «Ministero adotti decreto entro 120 giorni» Luigi Palumbo

Illegittimo. Così il Tar del Lazio, sezione seconda bis, ha definito il ventennale silenzio del Ministero dell’Ambiente in materia di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, in una sentenza nella quale si obbliga l’ente di via Cristoforo Colombo ad adottare, entro un termine massimo di 120 giorni, il decreto ministeriale atteso ormai dal lontano 1997, ovvero dall’anno dell’entrata in vigore del cosiddetto “decreto Ronchi”. È da quella data infatti che il Ministero avrebbe dovuto definire i criteri qualitativi e quantitativi in base ai quali i comuni (che dovrebbero gestire solo i rifiuti prodotti dalle utenze domestiche) possono far rientrare nei confini della loro privativa anche alcuni tipi di rifiuti speciali prodotti dalle attività artigianali, industriali o commerciali – soprattutto imballaggi – che di norma non dovrebbero essere gestiti dal servizio pubblico ma smaltiti o avviati a recupero in proprio dalle imprese, affidandoli agli operatori privati della raccolta rifiuti.
In assenza di regolamentazione nazionale, negli ultimi vent’anni ogni comune ha adottato il proprio regolamento di assimilazione in totale autonomia, con l’obiettivo, secondo associazioni di categoria come Cna, Federdistribuzione e Assoambiente che da tempo si battono per l’adozione del decreto ministeriale, di riportare il più possibile i rifiuti speciali entro i confini della privativa comunale. Con ricadute importanti sul fronte fiscale per le aziende produttrici di rifiuti, spesso costrette dai meccanismi di assimilazione a pagare tributi vertiginosi, e su quello della concorrenza per le aziende della raccolta, che l’eccessiva assimilazione priva di materia preziosa da raccogliere e avviare a trattamento. Motivo per cui, negli ultimi vent’anni, il caso assimilazione è stato al centro di un numero elevatissimo di contenziosi in sede amministrativa.
Come quello conclusosi lo scorso aprile con la sentenza in questione, che ha visto condannati oltre al Ministero dell’Ambiente, anche il Ministero dello Sviluppo economico e il Comune di Reggio Emilia. I tre enti erano stati chiamati in causa lo scorso novembre da un’azienda bolognese operante nel settore rifiuti, attiva soprattutto sul fronte della raccolta e avvio a riciclo della carta da macero, che aveva presentato ricorso «lamentando – scrive il Tar nella sentenza – di essere gravemente danneggiata, in termini di ingiusta sottrazione di risorse e beni al mercato privato e di elevato versamento Tari, dalla eccessiva assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani effettuata dalle Amministrazioni comunali a causa della mancanza di una regolamentazione ministeriale» prevista dall’articolo 195 del d.lgs. 152/2006, il cosiddetto Testo unico ambientale, e prima ancora dal d.lgs. 5/1997 (il decreto Ronchi, appunto) all’articolo 18, comma 2, lettera d.
«Il Ministero dell’Ambiente – si legge nella sentenza – pur tenuto ad adottare la regolamentazione suddetta, risulta non avere ancora completato l’iter relativo, avendo soltanto avviato “le attività propedeutiche all’adozione del decreto in questione”» cosa che «rende illegittima l’inerzia tenuta dal Ministero», che per questo motivo, hanno stabilito i giudici, dovrà adottare «di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico il decreto che fissi i criteri per l’assimilabilità dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, nel termine di giorni 120» dalla data della sentenza. Entro ferragosto insomma, e dopo vent’anni di attesa, il regolamento potrebbe finalmente vedere la luce.

CRITERI DI ASSIMILAZIONE: UN'ATTESA LUNGA VENT'ANNI
video

https://ricicla.tv/criteri-assimilazione-attesa-ventanni

TASSA SUI RIFIUTI (TARI): DETERMINAZIONE SUPERFICE TASSABILE
risoluzione n. 2 del 9 dicembre 2014 Ministero delle Finanze (PDF)

http://www.finanze.it/export/sites/finanze/it/.content/Documenti/Varie/Risoluzione_n._2DF_x9_dicembre_2014x.pdf

Uso efficiente delle risorse Imperativo per le imprese

Come si può fare?
Negli ultimi decenni, il cambiamento dei paradigmi nell’impiego delle risorse ha dimostrato che è perfettamente possibile compiere progressi nell’uso efficiente delle risorse.
Nel corso degli ultimi 20 anni il riciclaggio è divenuto una pratica consolidata per le imprese e le famiglie dell’UE, con importanti ripercussioni su settori quali la carta, il vetro e l’estrazione delle risorse.
Anche le norme a livello dell’UE hanno imposto una riduzione delle emissioni di CO2: dal 1990, le emissioni di gas a effetto serra nell’UE sono diminuite di oltre il 10 %, mentre le economie europee sono cresciute di circa il 40 % nello stesso periodo.
Esistono cinque regole auree per aumentare al massimo la crescita economica e attenuare al contempo la pressione sulle risorse:
• Risparmio: cogliere ogni possibile opportunità esistente di risparmio delle risorse; nell’UE alcune economie sono 16 volte più efficienti di altre;
Uso efficiente delle risorse —  Imperativo per le imprese
Uso efficiente delle risorse
imperativo per le imprese
• Riciclaggio: aumentare il riciclaggio dei materiali e il riutilizzo degli elementi contenuti all’interno dei prodotti (un recente esempio è dato dai telefoni cellulari);
• Sostituzione: sostituire risorse primarie con alternative in grado di coniugare maggiore efficienza e minore impatto sull’ambiente nel loro ciclo di vita (ad esempio, attraverso l’eliminazione graduale del mercurio);
• Riduzione: rendere le risposte alle esigenze delle persone meno materiali attraverso nuovi modelli commerciali o beni e servizi realizzati con minor dispendio di risorse. Fra gli esempi sono da annoverare il peso degli autoveicoli o la possibilità di scaricare musica e prodotti di intrattenimento in modo legale da Internet anziché acquistare un oggetto fisico come un DVD;
• Valorizzazione: i decisori politici devono individuare nuovi modi di considerare il giusto valore delle risorse naturali nell’ambito delle proprie decisioni, che permettano una migliore gestione della base naturale delle nostre risorse. La pressione sull’ambiente potrà essere
allentata se impariamo a valorizzare, anche economicamente, i servizi ecosistemici e le risorse naturali.


Economia circolare infografica


http://www.europarl.europa.eu/thinktank/infographics/circulareconomy/public/index.html
http://www.europarl.europa.eu/thinktank/infographics/circulareconomy/public/index.html
http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=nama_gdp_k&lang=en